the last supper by brigitte niedermair
last supper

La storia


“Last Supper” di Brigitte Niedermair rappresenta un’opera insieme poetica e provocatoria, di riscatto e di pacificazione, uno degli esempi più alti di come l’arte, ribaltando significati e inventando linguaggi, riesca ad essere profezia e monito su uno dei temi centrali della contemporaneità: il ruolo della donna. Citando il cenacolo leonardesco, Brigitte Niedermair ha rivisitato “L’ultima cena” ricreandola al femminile, creando così un nuovo modello estetico e insieme un nuovo simbolo.

Brigitte Niedermair è una donna coraggiosa: ha voluto toccare, come Warhol, ma con più contenuto e senso etico, una delle opere d'arte più importanti di tutti i tempi. Così, come Leonardo rappresenta il momento più drammatico del Vangelo quando Cristo annuncia il tradimento di uno degli apostoli ("In verità vi dico, uno di voi mi tradirà"), l’artista racconta la centralità della donna nella vita di tutti i giorni. E’ un grande omaggio alla forza creatrice del femminile, un omaggio a chi regala al mondo la vita e a chi è spesso vittima di violenza e sopruso e affronta il dolore, diventando anche oggetto simbolico di sacrificio collettivo.  

L’opera è stata oggetto di grandi polemiche. Nata inizialmente nel 2005 come lavoro per la campagna pubblicitaria di Marithé Francois Girbaud (agenzia AIR, Paola Balestreri e Tho van Tran) è stata riconosciuta immediatamente come un’opera di alta valenza artistica, ma nonostante questo, è stata oggetto di censure. In Francia i Vescovi hanno pubblicamente denunciato l’immagine bloccando la campagna di affissione definendola “offesa per i cattolici”. Per l’authority della pubblicità italiana si trattava seccamente di ”lesa della morale”. Così, non è mai uscita se non nella stampa, come caso culturale. Lo stesso negli stati Uniti e in atri paesi europei. Per fortuna a contraddire una visione censoria, in Italia, Germania, e Francia “Last Supper” è usata nei libri di testo per le scuole, come esempio di una citazione della storia dell’arte intelligente ed evocativa di un nuovo modo di vedere il mondo. Per il mondo dell’educazione, nessuna “lesa della morale”, dunque, anzi.

L’opera va osservata con grande attenzione perché rispecchia filologicamente il lavoro di Leonardo ma è anche il frutto della rilettura attenta di Dan Brown riportata nel suo “Codice da Vinci”, secondo cui anche Maria Maddalena avrebbe partecipato all’ultima cena nascosta con le sembianze femminili di Giovanni. La Niedermair, ribalta questo concetto inserendo nell’opera una presenza maschile e (come peraltro nell’originale di Leonardo) un coltello senza sapere chi lo tenga in mano. Inoltre, c’è un intreccio di gambe senza alcun rispetto del numero dei personaggi rappresentati. In tutto questo, appaiono molti simboli: la colomba, il lavaggio dei piedi, il pane spezzato, un fico aperto, il pesce davanti al Cristo-Donna. Infine, due elementi della contemporaneità: un registratore che simboleggia la ricerca della Verità e due quotidiani, uno palestinese e uno israeliano a ricordare il conflitto che tormenta la Terra Santa.

Certo, non resta da sottolineare che Brigitte Niedermair, con questa opera ha dato respiro a quella moltitudine di donne che non hanno voce. Un’opera che interpreta anche una delle voci più alte della cristianità: quella di papa Giovanni paolo I e della sua potente affermazione: “Dio è donna”.

“Last Supper” è un’immagine di pace e di speranza. E pensando alle tante polemiche intorno al lavoro artistico di Brigitte Niedermair, vengono alla mente le parole di Erri de Luca: “Il genere maschile è invidioso della potenza femminile di generare. Si è ritagliato per sé il potere, la guerra, la politica, spazi di governo minori di fronte all’immensità di fare nascere. Il femminile riproduce l’opera della creazione. E’ il tempo delle madri”.

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